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     n. 8 anno 2025

Sopravvivrà l'Europa? La guerra occulta degli U.S.A contro L’Europa

autore: Gian Carlo Cocco
recensione a cura della Redazione

Negli ultimi decenni gli Stati Uniti hanno perpetrato nei confronti dei cittadini europei, spesso inconsapevoli, un continuo inganno.
Il libro svela i quattro contenuti fondamentali di questo inganno che, interconnessi tra loro, rappresentano una manovra avvolgente e che i manager italiani debbono assolutamente conoscere.

1. La creazione e la diffusione del “capitalismo della sorveglianza” basato sulla rivoluzione digitale.

La prima forma di inganno è stata gestita da multinazionali statunitensi monopolistiche, quasi esentate dal pagamento delle imposte, che fanno parte del cosiddetto “capitalismo della sorveglianza”. Questo capitalismo selvaggio è basato sulla diffusione capillare della digitalizzazione in grado di scardinare, tramite i social media (tutti statunitensi), ogni forma di autonomia di pensiero individuale e sociale, oscurando l’approccio critico e diffondendo il “pensiero unico”. Questa ampia manovra agisce come “un’arma di distrazione di massa”, adottata anche dalle attuali guerre ibride. Le multinazionali citate (molte delle quali create con il contributo della CIA e del Pentagono) raccolgono subdolamente ogni genere di dato e di informazione per trasformarlo in business o in manipolazione politica. In questo modo, la cosiddetta rivoluzione digitale sta originando danni quasi totalmente non percepiti e, purtroppo, in rapida diffusione, L’ampia e progressiva perdita della capacità di concentrazione, soprattutto dei giovani, non è affatto compensata dai vantaggi conclamati di natura economica, di risparmio di tempo e di affidabilità di esecuzione che la tecnologia informatica dovrebbe fornire. Anzi, affidarsi alla digitalizzazione spesso comporta perdersi nei meandri del cattivo funzionamento dei supporti e dei programmi (diffusi artatamente senza collaudi preliminari). Molti giovani sono convinti, subdolamente dai principali gestori digitali, che la perizia nel risolvere gli inconvenienti digitali sia un merito per il quale vantarsi. 
Malgrado ciò, si sta diffondendo la convinzione (o l’illusione?) che la “rivoluzione digitale” sia in grado di risolvere agevolmente tutti i problemi di mercato, di rapporto con la clientela, di funzionamento organizzativo e di protezione dei dati. Le competenze tecniche (hard skill) e le competenze comportamentali (soft skill) degli attori organizzativi, professionisti e manager, sembrano contare sempre meno per raggiungere obiettivi sfidanti. Si diffonde, in modo illusorio, la convinzione che possano essere sostituite (o, almeno, prevalentemente integrate) da una tecnologia estremamente evoluta.  

2. La finanza speculativa basata sul monetarismo e sulla crescita del debito in grado di cannibalizzare l’economia produttiva.

La seconda forma di inganno ha consentito di trasformare la sana economia dello sviluppo nel “turbo-capitalismo” esaltato dal monetarismo esasperato, che sfrutta la speculazione finanziaria globale e fa leva sull’esplosione del debito pubblico e privato a vantaggio dell’economia degli Stati Uniti (in progressivo default a seguito delle guerre e delle enormi spese militari) e di una ridottissima percentuale di perversi monopolisti. E’ difficile riuscire a svelare il distruttivo ed enormemente diffuso approccio adottato dalla finanza speculativa, nella quale figurano anche tutte le multinazionali che gestiscono il citato “capitalismo della sorveglianza”. Si è prodotto una inondazione della “ricchezza monetaria” gestita dagli “stregoni della finanza” accompagnata da una crescita incontenibile del debito delle nazioni. Ma chi potrà mai saldare questo debito mostruoso e in continua crescita che supera ampiamente il valore del prodotto interno lordo mondiale?
Per quanto riguarda il comparto bancario si sono manifestati disastri affrontati e “risolti” a spese della collettività (secondo il criterio: “too big to fail”). Si è affermata una presenza multinazionale elefantiaca e incombente e un comparto finanziario sempre più complesso e oscuro che deriva da due manovre fondamentali imposte, nel passato, dagli Stati Uniti. L’abbandono del “gold standard” durante la presidenza Nixon nel 1971 per rendere il dollaro, dopo il default susseguente alla guerra del Vietnam, il nuovo oro del pianeta: “oro” stampabile senza limiti. La costituzione, forzata a livello internazionale, delle “banche universali” superando la fondamentale separazione tra istituti di credito e banche d’affari, che ha garantito una sana espansione dell’economia. Questa decisione, presa dal governo Clinton nel 1999, cercava di combattere la bancarotta dell’economia americana, ma non ha evitato la successiva esplosione di una devastante bolla speculativa nel 2007/2008.

3. L’egemonia militare degli Stati Uniti per accompagnare il dominio tecnologico e finanziario.

Per consolidare l’egemonia politica ed economico-finanziaria sul pianeta e, in particolare, sull’Europa, gli Stati Uniti, hanno diffusamente impiegato devastanti interventi militari giustificati dalla necessità di “esportare la democrazia”. Dall’11 settembre 2001 gli Stati Uniti hanno speso 21.000 miliardi di dollari per finanziare guerre e tenere efficiente l’intero sistema militare. Dei 250  anni dalla loro istituzione come nazione, gli Stati Uniti ne hanno trascorsi solamente sedici senza guerre (quattro dei quali durante la prima presidenza Trump). Dal 1775 a oggi gli Stati Uniti sono stati coinvolti in guerre in 56 diverse nazioni del mondo.
Va riconosciuto che questa situazione è stata enormemente favorita dal reiterato masochismo manifestato dall’Europa nel secolo scorso, in quanto per ben due volte ha scatenato guerre di diffusione mondiale affidandosi, per venirne fuori, agli Stati Uniti e finendo per ritrovarsi asservita all’egemonia di questa nazione. 

4. Minacce e inconvenienti che sono stati importati dagli Stati Uniti e hanno dilagato a macchia d’olio  in Europa.

Altri fenomeni, molti dei quali importati dalla sudditanza culturale nei confronti  degli Stati Uniti, aggravano ulteriormente la situazione di profonda crisi dell’Europa quali, ad esempio. 
a) Si sta consolidando, tramite la diffusione martellante della rivoluzione digitale una crescita della incompetenza e dell’ignoranza. Alcuni studiosi la definiscono “ignoranza attiva” in quanto non percepita come una carenza. Molti credono di essere competenti perché con un “click” possono conoscere e approfondire qualsiasi argomento in tempo reale.
b) La realtà imprenditoriale tradizionale, in grado di creare reale ricchezza con lungimiranti investimenti basati su una visione strategica, viene scoraggiata e accerchiata da una pseudo-imprenditoria multinazionale che punta al brevissimo termine e alla speculazione costruita su prodotti finanziari sempre più sofisticati e, in sostanza, simili al gioco d’azzardo. Tutto viene misurato in termini di ritorno finanziario a brevissimo termine rappresentato dal mito della “trimestrale”.
c) Non viene adeguatamente rilevata una crescente diffusione nell’uso delle droghe (da quelle tradizionali e quelle sintetiche) che riguarda persone sempre più giovani e che si accompagna alla presenza di altre dipendenze come la ludopatia e, soprattutto, la diffusa dipendenza digitale (della quale è quasi proibito parlare). Nei confronti di questo devastante fenomeno fino a non molti anni fa si poteva riscontrare una condivisa preoccupazione espressa dalle istituzioni, dalle famiglie e dai mass media. Attualmente questa preoccupazione appare assopita, come se si fosse trasformata in una sorta di rassegnazione fatalistica. Eppure oggi la diffusione del Fentanil risulta devastante a partire dagli Stati Uniti ed estesa rapidamente in Canada e Messico.
d) Risulta ormai incontrollabile la diffusione del “superconsumismo parossistico” culturalmente importato dal “modello americano”, nato in quel continente all’inizio del secolo scorso ed esploso come manifestazione di una cultura che esalta il denaro e tutto ciò che ne dimostra il possesso.
Questi altri quattro gravi problemi, che vengono presentati in forma isolata e senza alcun legame tra loro, in realtà rappresentano le diverse sfaccettature di una influenza generale che, vista nella sua organica interezza, ci riporta al titolo del libro: a fronte di queste minacce riuscirà a sopravvivere l’Europa? 
Purtroppo, in risposta a quando illustrato l’Europa ha continuato a oscillare tra la sudditanza asservita e il velleitario ribellismo nei confronti degli Stati Uniti. Alla luce dei recentissimi avvenimenti, se non si vuole lo sfaldamento totale del Continente, è indispensabile ricorrere ad una totale rifondazione federale della Nazione Europa, per recuperare un rapporto equilibrato con gli Stati Uniti (non certo di conflittuale contrapposizione, come auspicano i tanti bellicisti “opinionisti” e “politici”) e interrompere la spirale distruttiva nelle relazioni con la Russia (che rappresenta, comunque, una nazione che potenzialmente è sintonica con le nazioni europee per cultura e per convenienza economica. Una nazione che è pericoloso continuare a demonizzare e considerare il nemico da battere).
Con questo libro si intende lanciare un allarme non per spaventare o per preannunciare catastrofi, ma per fornire alcuni strumenti in grado di aiutare a sfatare, comprendere e affrontare i pericolosi inconvenienti che si stanno manifestando e che tendono a peggiorare, ma che nel panorama generale vengono vissuti solo in forma irrazionale e frammentaria che alimenta ogni genere di manipolazione. 

 

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