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     n. 11 anno 2021

Transizione digitale nelle PMI - ruolo dei Digital Innovation Hub e Competence Centre

di Maria Grazia De Angelis

AISL_O (Associazione Italiana di Studio del Lavoro per lo Sviluppo Organizzativo) ha dato vita ad un dibattito su alcuni dei grandi temi legati alla trasformazione digitale: Industria 4.0, digitalizzazione e strumenti in grado di supportare le PMI verso una fabbrica 4.0, argomenti all'ordine del giorno già prima del Covid_19, ma ancor di più durante e dopo la pandemia. Quelle che prima venivano considerate delle opportunità sono diventate sempre più degli imperativi strategici per poter continuare a competere in un mondo in continua e rapida evoluzione. Durante l'incontro è stata evidenziata la valenza dei Digital Innovation Hub , dei Competence Centre, del Temporary Management e di altri strumenti in grado di sviluppare nelle PMI le competenze necessarie a sostenere la trasformazione digitale

Nel nostro Paese sono stati varati diversi piani governativi ad hoc partendo dal Piano Industria 4.0 nel 2016 per passare a Piano Impresa 4.0, fino all'attuale Piano Nazionale della Transizione 4.0. In Fabbrica 4.0 la produzione industriale, del tutto automatizzata e interconnessa unita alla flessibilità di impianti e tecnologie, sarà tale da consentire di personalizzare i prodotti in funzione del singolo cliente. Mentre il lavoro continuerà ad essere centrale, pur perdendo tuttavia le caratteristiche di pura manualità, ed acquisterà sempre di più le caratteristiche di lavoro intelligente, cioè di lavoro che mescola interventi manuali con forti capacità tecniche di analisi e diagnosi e in certi casi anche di ragionamento scientifico, con applicazione di conoscenze complesse. Ci sarà pertanto sempre più bisogno, non solo di competenze digitali, ma anche di persone con capacità di problem solving, di pensiero critico e creatività.

Secondo Maurizio Quarta (Managing Partner di Temporary Management e Capital Advisors) sono ancora molte le PMI italiane non in grado di affrontare le nuove sfide che la digitalizzazione e la globalizzazione impongono. Il tutto si va poi ad innestare in un contesto in cui sottocapitalizzazione e sottomanagerializzazione continuano a essere rilevanti e influenzano i processi in atto. La necessità di progettualità digitale e la carenza di competenze necessarie a gestire il cambiamento fanno sì che aumenti il numero delle PMI che utilizzano lo strumento del temporary management (TM), preferito alla consulenza tradizionale per un approccio orientato più al fare e al gestire. Rileva anche come "ci sia una forte distorsione prospettica: si parla infatti tantissimo delle nuove professioni che le due ondate di cambiamento comporteranno, dimenticando le centinaia di migliaia di persone over 40 in maggioranza "nativi analogici" che bisogna far interagire in maniera virtuosa con il mondo dei "nativi digitali" che saranno la maggioranza domani". In sintesi, il TM si rivela in tal senso strumento ottimale per portare rapidamente nelle PMI competenze di alto livello e immediatamente operative, capaci di operare in contesti straordinari, quale quello legato alla pandemia, non altrimenti disponibili a costi accessibili, con il risultato di accrescere le capacità delle persone già operanti in azienda, che alla fine di un intervento di TM saranno in grado di fare le stesse cose meglio di prima oppure di farne di nuove. Lo strumento nella sua accezione part time è accessibile anche a realtà molto piccole (<5 milioni), quali buona parte delle aziende italiane.

Con l'approvazione della legge di Bilancio del 2017 è stato avviato anche il percorso per la creazione dei Competence Center e i Digital Innovation HUB. Francesco Chiappetta presidente di Digital Innovation Hub Virtuale nel corso dell'incontro ha presentato uno studio relativo al settore della mobilità elettrica. Il progetto denominato LA MIA RICARICA riguarda uno studio relativo alle infrastrutture di ricarica elettrica, e del relativo posizionamento sull'intero territorio italiano (Piano Regolatore delle infrastrutture).

DIH Virtuale è nato nel gennaio del 2018 sulla scia del Piano Industria 4.0, presentato dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, e ha rivolto la propria attenzione in particolare sulle PMI che intendono introdurre tecnologie relative all'Industria 4.0, e sviluppare progetti di trasformazione digitale. Su questo tema il DIHV ha portato un grande contributo nei vari processi di trasformazione digitale: nello specifico, ad una azienda del settore della moda, portando soluzioni e colmando le esigenze manifestate. Ha affermato il prof. Chiappetta "il nostro lavoro, da più di tre anni, mediante anche la costruzione di un Maturity Model per la digitalizzazione delle PMI, ha portato ed è in grado di portare a progressi importanti. Ha poi dimostrato i requisiti per essere iscritto, nel contesto della Smart Specialisation Platform, all'Albo europeo dei DIHs dei 27 paesi che è coordinato dalla Commissione Europea con la DG-CONNECT" DIH Virtuale ha anche dimostrato di coniugarsi bene con la finalità dei Competence Center, inserendosi tra gli stakeholder di Cyber4.0 e seguendo anche gli obiettivi dei CC, ossia, quella di incentivare fortemente il rapporto tra imprese e Università, come dimostrato dalla partnership con l'Università telematica Unicusano, che ha dato vita alla produzione di un master sui Fondi Europei e alla pianificazione di un master sull'E-Mobility (un tema strategico, attuale e sfidante).

Grazie alla visione comune di 48 partner - 43 imprese private, 4 università, 1 ente pubblico e con il supporto del Ministero per lo Sviluppo Economico - a dicembre 2020, in piena pandemia, è stato inaugurato a Milano MADE, il Competence Center per Industria 4.0 con l'obiettivo di far entrare le PMI italiane a contatto con le tecnologie 4.0 e di aiutarle e sostenerle lungo il percorso della transazione tecnologica. Il professor Marco Taisch, presidente di MADE è intervenuto affermando che "Strategia Industria 4.0 è lo strumento che MADE mette a disposizione delle imprese manifatturiere per accompagnarle nel loro percorso di trasformazione digitale. In particolare, questo servizio prevede di identificare, in conformità agli obiettivi e le peculiarità delle aziende, un piano di adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche idonee a garantire l'evoluzione verso l'industria 4.0 sia in termini di efficienza dei processi che di efficacia". Ha inoltre spiegato che lo spazio della sede è stato suddiviso in 20 dimostratori, ciascuno dedicato a una particolare tecnologia 4.0: dalla robotica collaborativa ai big data, dalla manutenzione da remoto all'efficienza energetica, dalla cyber-security industriale alla manifattura additiva, dall'intelligenza artificiale all'IoT. I dimostratori a loro volta sono accorpati in specifiche aree di competenza, tutte integrate e interconnesse tra loro a formare una fabbrica ideale, digitale e sostenibile. Per intraprendere un percorso di trasformazione digitale, MADE aiuta l'azienda a mappare lo stato attuale del proprio livello di maturità digitale, a Identificare le opportunità di miglioramento nei propri processi per raggiungere uno stadio di maturità digitale più elevato e a pianificazione i progetti di introduzione di soluzioni digitali in funzione del supporto al business.

Industria 4.0 non significa solo introdurre nuove tecnologie digitali in azienda ma anche e soprattutto cambiare il modello di organizzazione dopo avere fatto la cosa più importante: la scelta strategica. Una trasformazione digitale deve infatti partire dall'analisi e della revisione del modello di business per integrarsi nella vision e nella mission aziendale che farà del digitale uno dei suoi asset strategici. Raffaele Belli, esperto di trasformazione digitale e ideatore del Metodo che porta il suo nome, ha raccontato il "percorso" da seguire: un percorso di sette step per definire la strategia digitale ovvero come lui afferma " uno strumento nato per impostare o rivedere la strategia digitale di un'azienda , coniugando efficacemente gli aspetti di valutazione strategica con le esigenze di approccio operativo tipiche dell'imprenditore, tutto ciò al fine di capire come innovare i prodotti/servizi e difendere o creare vantaggio operativo per avere successo nell'era digitale".

Raffaele Belli ha presentato il caso di successo del Gruppo Tecno, operante nel campo del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale, che, grazie ad una forte spinta da parte del Presidente Giovanni Lombardi, ha avviato un processo di Trasformazione e Maturità Digitale, attraverso l'inserimento di un temporary manager nel ruolo di Chief Digital Officer (nella persona di Raffaele Belli) che ha elaborato la totale Strategia di Trasformazione Digitale. E' seguito poi un percorso di affiancamento strategico e formazione della durata di due anni con l'obiettivo di lanciare nuovi prodotti e servizi e costruire un Digital Team interno di circa 20 talenti sempre in forte espansione.

All' incontro ha partecipato anche il Cnr, il maggiore ente di ricerca italiano, rappresentato dal suo addetto stampa la dott.ssa Sandra Fiore a cui è stato chiesto quali delle attività del CNR sviluppano maggiormente sinergie tra il mondo della ricerca e quello delle imprese. Ha parlato così di politica di promozione di brevetti, spin off, accordi per la formazione di consorzi, partnership con le imprese. Ha sottolineato inoltre che un'altra attività importante è il tema della formazione. "Il Cnr promuove e co-finanzia con Confindustria dottorati su temi innovativi, ha recentemente promosso la nascita del dottorato in intelligenza artificiale in collaborazione con Università. Inoltre gestisce il registro.it dei domini italiani. Svolge inoltre una significativa azione di comunicazione sia attraverso il suo ufficio stampa che il portale istituzionale dell'ente , webtv, social, webinar, ma anche media partnership, eventi, festival".

Maria Grazia De Angelis - Presidente AISL_O 

 

 

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