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     n. 9 anno 2021

L'orientamento lungo tutto il corso della vita
Ossia la necessità di diventare manager di se stessi

di Alan Mauro Vai

Di fronte ai cambiamenti dell'organizzazione e del mercato del lavoro, è necessario porre attenzione al sistema delle competenze che l'individuo deve acquistare per adattarsi alle trasformazioni rapide e continue del lavoro e delle professioni, nonché per adeguarsi ai mutamenti sociali e ai cambiamenti di contesti relazionali. Per un individuo che deve modificare il suo modo di lavorare, che deve spesso cambiare lavoro e ambiente lavorativo, adattarsi a diversi contesti professionali e a organizzazioni produttive con dinamiche differenti, è necessario sviluppare competenze orientative volte all'inclusione.

Nelle politiche europee e nazionali per la realizzazione degli obiettivi e delle strategie di "Lisbona 2010" e di "Europa 2020", l'orientamento lungo tutto il corso della vita è riconosciuto come diritto permanente di ogni persona, che si esercita in forme e modalità diverse e specifiche a seconda dei bisogni, dei contesti e delle situazioni. La Rete europea per lo sviluppo delle politiche in materia di orientamento permanente (ELGPN) ha rilasciato nel 2014 un Resource Kit europeo concepito per aiutare i decisori politici e altre parti interessate a rivedere le modalità di erogazione dell'orientamento permanente all'interno del proprio Paese o regione, e a individuare le questioni che richiedono maggiore attenzione, così come le lacune che devono essere colmate, ispirandosi alle prassi di altri paesi europei. L'orientamento permanente abbraccia tutte le attività progettate per offrire supporto alle persone, in qualsiasi momento della vita, affinché operino delle scelte scolastiche, formative e professionali soddisfacenti e sappiano gestire la propria carriera.

Oggi, infatti, l'orientamento non è più solo lo strumento per gestire la transizione tra scuola, formazione e lavoro, ma assume un valore permanente nella vita di ogni persona, garantendone lo sviluppo e il sostegno nei processi di scelta e di decisione con l'obiettivo di promuovere l'occupazione attiva, la crescita economica e l'inclusione sociale. Per tale ragione, l'impegno ai vari livelli che vede oggi Istituzioni, Soggetti pubblici e privati uniti consapevolmente in uno sforzo di integrazione, va sostenuto e ampliato, affinché l'intervento orientativo assuma un ruolo strategico, con un impatto crescente sull'intera società e, soprattutto, sul futuro di ogni persona.

L'acquisizione delle Career Management Skills (CMS), come sono definite dall'UE le competenze di orientamento al lavoro, indica il possesso di competenze che forniscono a individui e gruppi modalità strutturate per raccogliere, analizzare, sintetizzare e organizzare autonomamente informazioni in materia di formazione e lavoro, nonché per prendere decisioni e affrontare i momenti di transizione. La formazione a tali competenze può aiutare gli individui a gestire i percorsi di carriera (formativa e lavorativa) non lineari, promuovendo l'uguaglianza e l'inclusione sociale.

All'interno di questo ampio contesto, l'orientamento permanente richiede ai decisori politici di perseguire una serie di obiettivi economici e sociali attraverso le politiche attive del lavoro:

istruzione e formazione; aumentare i tassi di partecipazione e di completamento degli studi e di formazione attraverso una migliore comprensione e facendo collimare gli interessi e le abilità individuali con le opportunità di apprendimento;

apprendimento permanente; facilitare lo sviluppo personale e l'occupabilità di tutti i cittadini di ogni età attraverso l'istruzione e la formazione permanente, aiutandoli a trovare la propria strada, attraverso percorsi di apprendimento sempre più diversificati, ma collegati, identificando le competenze trasferibili; facilitare la convalida delle esperienze di apprendimento non formale e informale;

inclusione sociale; sostenere l'integrazione e la reintegrazione scolastica, sociale ed economica di tutti i cittadini e gruppi in cui si sono verificati casi di abbandono scolastico e dei cittadini di paesi terzi, in particolare quelli che hanno difficoltà ad accedere a e a comprendere le informazioni relative all'apprendimento e al lavoro, con la conseguente inclusione sociale, per attivare la cittadinanza e ridurre la disoccupazione a lungo termine e i cicli di indigenza;

mercato del lavoro; migliorare le prestazioni lavorative e la motivazione, le percentuali di mantenimento del posto di lavoro, riducendo il tempo impiegato per la ricerca di un impiego e quello trascorso senza lavoro attraverso una maggior comprensione e congruenza tra le competenze e gli interessi individuali e il lavoro e le opportunità di sviluppo professionale, aumentando la consapevolezza circa l'occupazione attuale e futura e circa le opportunità di apprendimento, compresi il lavoro autonomo e l'imprenditorialità, e attraverso la mobilità geografica e professionale;

sviluppo economico; sostenere percentuali elevate di partecipazione al lavoro e potenziare la riqualificazione della forza lavoro per l'economia e la società della conoscenza;

equità sociale; aiutare i cittadini a superare le barriere di genere, etnia, età, disabilità, classe sociale e istituzionali all'apprendimento e al lavoro.

Ciò premesso, è chiaro che l'orientamento non deve essere inteso solo come strumento di transizione in caso di perdita o cambiamento del lavoro, ma, nell'ottica di un'azione integrata fra scuola, formazione e lavoro, soprattutto come un modo nuovo per consentire agli individui di rappresentare in modo strategico la sfera multidimensionale dei valori e caratteristiche personali, delle proprie competenze, della propria professionalità e anche della propria immagine personale.

La persona deve porsi oggi nel mercato del lavoro come un portatore di valore aggiunto al sistema produttivo con la prospettiva di raggiungere uno specifico obiettivo professionale che può realizzarsi in molteplici forme e modalità, dal lavoro subordinato all'autoimprenditorialità. Per questo, gli operatori di orientamento devono puntare l'attenzione sul processo di consapevolizzazione e valorizzazione delle competenze della persona e sulla definizione di un progetto professionale concreto e strettamente coerente con gli interessi e le prospettive di empowerment dell'individuo. Ogni persona deve, inoltre, essere abilitata all'acquisizione degli strumenti necessari per auto-valutare le proprie competenze, strutturare scelte efficaci in termini di sviluppo personale e definire percorsi di carriera coerenti e congrui, con l'ausilio di metodologie di auto-orientamento apprese fin dai percorsi di istruzione e formazione scolastica.

Nel nuovo paradigma del mercato del lavoro l'orientamento diventa un'azione strategica per accompagnare la persona verso la realizzazione dei propri progetti professionali lungo tutto l'arco della vita, sia nei momenti di transizione che in costanza di lavoro. I lavoratori si trasformano così in manager di loro stessi valutando costantemente le opportunità professionali presenti sul mercato, le traiettorie di carriera e le possibilità di crescita offerte dalle diverse realtà presenti nel panorama economico circostante, promuovendo in maniera continuativa la propria proposta di valore con azioni di self marketing, utilizzando anche strumenti social e digital.

Le politiche attive pubbliche si inseriscono in questo contesto come interventi volti a promuovere e favorire l'occupazione (inserimento/reinserimento lavorativo) e l'occupabilità (migliore spendibilità del profilo della persona e maggiore vicinanza al mercato del lavoro) di chi cerca lavoro, garantendo ai giovani NEET, alle persone disoccupate o in condizioni di particolare svantaggio e ai lavoratori sospesi l'accesso gratuito a specifiche azioni di consulenza orientativa, bilancio di competenze, formazione professionale continua, promozione di tirocini e accompagnamento al lavoro erogate a livello regionale dai Centri per l'Impiego o dai soggetti accreditati. Le politiche attive costituiscono quindi un tassello importante per il fabbisogno di orientamento e di consulenza di carriera degli individui, ma possono essere attivate solo attraverso la presa in carico ad opera del Servizio Pubblico. Il fine di queste misure è quello di attuare la piena occupazione delle forze lavoro inoccupate o disoccupate cercando di migliorare l'efficienza dell'incontro fra domanda e offerta, senza intercettare però il fabbisogno di orientamento e sviluppo delle persone occupate con redditi da lavoro dipendente sopra gli 8145 euro annui o 4800 euro annui per i lavoratori autonomi.

Per questo l'orientamento svolto dai professionisti non istituzionali svolge un ruolo fondamentale e complementare rispetto alle politiche attive perché consente alle persone non solo di ricevere una puntuale informazione sulle opportunità orientative, formative e professionali a loro accessibili, ma anche di realizzare un intervento più ampio che abbia come scopo il benessere e la soddisfazione personale e professionale, in un disegno di accompagnamento di lungo periodo sui percorsi (oramai non lineari) di carriera. Inoltre, come accennato poco sopra, tutte le persone occupate, sopra la soglia menzionata, non possono accedere alle politiche attive pubbliche e finanziate, trovando quindi sostegno solo ad opera dei consulenti di carriera privati che si configurano come veri e propri esperti delle fluttuazioni del mercato del lavoro, delle opportunità professionali e formative presenti sul mercato e dei processi di transizione lavorativa.

In Italia, l'orientamento è una realtà frastagliata che si muove su molteplici livelli e coinvolgendo soggetti diversi senza unità e sistematizzazione, dall'orientamento scolastico alla consulenza di carriera, passando per le diverse forme di accompagnamento al lavoro e ricerca attiva.

Si può sperare che a breve, magari grazie ai nuovi fondi europei, si possa creare un sistema integrato di orientamento che abbracci tutto l'arco di esistenza della persona, promuovendo fin dalla scuola dell'infanzia l'importanza di abilitare competenze specifiche di autorientamento e capacità di scelta e decisione all'interno di un quadro in cui operatori qualificati pubblici e privati possano sostenere gli individui nelle proprie traiettorie di carriera e non solo.

 

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