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     n. 13 anno 2020

Fractional Management per la gestione delle Risorse Umane nelle PMI

di Matilde Marandola

Continua la presentazione di casi interessanti e significativi che dimostrano come le PMI, e più in generale le aziende di matrice familiare e imprenditoriale, possano attingere al valore aggiunto che può derivare da progetti di temporary management, sia nell'accezione classica sia nella modalità fractional (part time). Il caso che segue si sofferma in particolare sul tema della fiducia quale elemento assolutamente necessario affinché un progetto temporary possa andare a buon fine con reciproca soddisfazione dell'azienda e del manager. Il caso si colloca nell'ambito delle attività del gruppo interregionale di AIDP sul tema del temporary e fractional management per le PMI, di cui l'Autrice è membro attivo.

Conosco De Nigris Group da quando, qualche anno fa, ho avuto la fortuna di essere contattata per un interessante progetto di Change Management. In quel tempo studiai il sito e mi informai sull'Azienda: il core business è la produzione e l'imbottigliamento di aceto balsamico, conta circa 100 persone, il gruppo è guidato dai tre fratelli Armando, Raffaele e Luca De Nigris, si rivolge a un mercato globale, ha moltissime referenze di prodotto, è leader in alcuni paesi, le sedi sono in EmiliaRomagna, in Campania e a Totowa, New York.

È passato qualche anno ma ricordo distintamente la sensazione di quando sono entrata per la prima volta nello stabilimento di allora. Mi si è aperto un mondo fatto di storia e tradizione. L'odore intenso dell'aceto balsamico che si stava imbottigliando in quel momento, la genialità degli imprenditori, l'orgoglio del racconto della nascita dell'impresa ad opera del fondatore, padre degli attuali imprenditori, le spiegazioni tecniche ed emozionanti sui vari prodotti mi colpirono molto.

C'era qualcosa in quella Azienda che, ancora dopo tanti anni di lavoro in campo HR - allora circa venti-, mi affascinava e mi attraeva.

Nel tempo l'Azienda è cresciuta, ha aperto una nuova bellissima sede, il business si è diversificato attraverso l'apertura di elegantissimi punti vendita monomarca ed è partito un progetto di grande successo, il Balsamico Village con sede a Carpi, si tratta di un parco naturale dedicato all'aceto balsamico che ne celebra il processo produttivo, la tradizione e i tanti aspetti culturali, agricoli ed enogastronomici. Il parco può essere visitato attraverso delle vere e proprie visite guidate che accompagnano i visitatori in un'esperienza unica di gusto.

Così dopo una serie di attività che hanno riguardato la selezione, l'head hunting, la formazione e il coaching, attraverso uno dei tanti confronti su scenari e opportunità, arriva quasi naturalmente la proposta di avviare una collaborazione diversa, un rapporto da fractional HR Director.

Essere "dentro" le Aziende è stato da sempre per me una tentazione alla quale avevo sempre resistito. Mi è capitato varie volte che, dopo una serie di attività, qualche Azienda mi abbia fatto delle proposte talvolta davvero difficili da rifiutare che però, con una sana incoscienza e sfrontatezza, avevo rifiutato. La libertà della mia attività, unita alla varietà del mio lavoro e alla dedizione per la mia società, una allergia alla stabilità del posto di lavoro (ma esistono poi posti stabili?) mi avevano sempre portato a non cedere ai "corteggiamenti" professionali che mi onoravano da un lato ma mi spaventavano dall'altro. In particolare, temevo conoscendomi, la routine, il lavorare sempre nella stessa stanza/azienda/settore e con le stesse persone. E anche, confesso, mi preoccupava avere un capo, cosa che vivevo, e direi vivo, con qualche difficoltà. Eppure l'opportunità che mi si stava prospettando era completamente diversa e compresi subito che soddisfaceva tutte le mie leve motivazionali permettendomi di essere libera, mantenere la varietà di contesti e progetti, coltivare la mia società ed il mio team ma al tempo stesso vedere le cose da un altro punto di vista, veramente cioè dall'interno e perché no da un interno "alto".

A mio avviso il progetto è stato, ed è, molto facilitato da tre elementi.
Il primo è la fiducia della Proprietà, dato determinante dovuto alla lunga conoscenza reciproca, questo fattore che si collega alla delega e al coinvolgimento su aspetti strategici del People management; il secondo elemento è l'esistenza di una struttura hr assolutamente autonoma e già efficace che si dedica con professionalità ai processi e alle attività tipiche e necessarie alla vita dell'Azienda; ultimo fattore, ma non meno importante, è la mia conoscenza del contesto, della cultura, dei valori, della mission e vision aziendali e, soprattutto, delle persone.
La mission della mia funzione riguarda il supporto al board aziendale sulle politiche di People Management di gruppo con particolare focus sui progetti di integrazione culturale e organizzativa con la sede americana oltre all'ulteriore sviluppo delle competenze, vero patrimonio dell'Azienda.

Le azioni intraprese in circa due mesi sono:

  • Implementazione di un progetto di Change management e Relazioni industriali
  • Implementazione di nuove metodologie di comunicazione interna al board
  • Implementazione del Project management
  • Sviluppo di competenze di leanorganization
  • Progettazione sistemi di employerbranding, engagement e retention

Il tempo trascorso è veramente poco e la tragedia della pandemia ha sospeso alcune cose e rifocalizzato alcune priorità ma lo sviluppo dell'integrazione Italia-Usa e delle competenze focus dell'intervento sono avviati. 

Personalmente sono entusiasta dell'esperienza e sono profondamente convinta che la formula fractional fornisce il giusto equilibrio tra la conoscenza profonda dell'Azienda, nel mio caso bella da tutti i punti di vista, e il valore aggiunto di chi vede dal di fuori e si arricchisce di tante esperienze diverse.

Credo di essere stata aiutata anche da un ulteriore elemento. Essendo anche io, nel mio piccolo, un'imprenditrice sono facilitata da un focus personale e professionale che definisco bifocale. Concreto ed immediato da un lato ma con una visione strategica dall'altro. Questo aspetto unito ad una visione illuminata degli imprenditori garantisce fluidità e qualità nelle relazioni. Unico neo, un classico: il tempo ma sappiamo bene che è un alibi...

Ancora adesso che mi sento parte dell'organizzazione non saprei dire in particolare in quella prima visita e attualmente l'aspetto per me più attrattivo rispetto a De Nigris Group.

Sono però sicura che certamente non avrei deciso di accettare questo ruolo in tutte le Aziende. Probabilmente è un insieme di elementi che hanno giocato a favore dell'avvio dei progetti ma credo che il più importante sia la fiducia. Senza la reciproca fiducia i rischi di una attività da fractional sono elevatissimi per l'Azienda e per l'Hr manager o director. L'Azienda rischia di mettere le proprie informazioni a disposizione di "un estraneo", di presentare all'intera Azienda una persona di passaggio, di investire tempo e denaro in un progetto transitorio ed evanescente mentre il fractional manager potrebbe non avere tutti gli strumenti per raggiungere i propri obiettivi e continuare a sentirsi esterno ed estraneo rispetto all'organizzazione. In tal modo i costi di un fallimento sarebbero davvero troppo alti da pagare per entrambi, soprattutto in questo momento così difficile e particolare al tempo stesso.

Armando De Nigris usa dire spesso, citando Dostoevskij, "la bellezza salverà il mondo". A me piace sperarlo ma di sono certa del fatto che la bellezza del rispetto delle persone e della fiducia ha già salvato questo progetto.

Matilde Marandola - Presidente AIDP Gruppo Regionale Campania e Referente Nazionale AIDP Area Responsabilità Sociale 

 

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