hronline
     n. 12 anno 2020

Non sciupare questa occasione per cambiare passo
Piccolo dizionario, in progress, per HR (seconda parte)

di Gabriele Gabrielli

Continuo a riflettere sugli apprendimenti di queste settimane drammatiche di epidemia, indugiando su tre nuove parole che interrogano manager, collaboratori e HR. Chiedono loro cosa dovranno cambiare per non sciupare il dolore e la paura patiti. Li invitano a immaginare quali conseguenze avranno sulle pratiche di leadership e di gestione delle risorse umane. Penso infatti che anche queste parole, come #distanziamentosociale, #smartworking e #sicurezza sulle quali mi sono soffermato in precedenza, risulteranno utili per quanti hanno la responsabilità di prendersi cura delle persone-che-lavorano, capaci cioè di proporre nuove prospettive.

#solidarietàglobale. Probabilmente l'abbiamo capito: da soli non possiamo fare nulla, solo contorcerci nell'egoismo distruttivo che, come il Covid-19, ama attaccare i più fragili. L'epidemia ha esaltato di contro quanto sia generativa una solidarietà senza confini e che si scopre globale. Le lenti attraverso cui leggerla possono essere diverse. L'immagine suggerita da papa Francesco, nella sua semplicità, si è scolpita nella mente e nel cuore delle comunità di tutto il mondo: "siamo tutti nella stessa barca". Vuol dire che c'è posto per un solo sovranismo, quello della solidarietà umana con il cui filo intrecciare scelte di governo, economia e lavoro, educazione e vivere civile. Chi lo spezza si chiama fuori dal consorzio umano. Che cosa fare allora? Bisogna elaborare una nuova pedagogia della solidarietà anche nelle imprese, non per fare la carità ma perché il futuro sostenibile dell'economia e il successo delle imprese passa di qua.

#ridondanza. Tagliare e ridurre l'uso di risorse non per evitare sprechi, ma per aumentare solo i profitti porta distruzione e morte. Lo abbiamo sperimentato. Disinvestire nel campo della valorizzazione dell'uomo porta solo disgrazie, sgomento, solitudine. Morte, fisica e culturale. Anche nel lavoro e nelle imprese succede la stessa cosa. Occorre essere vigili e prestare attenzione perché ciò non avvenga. La parola desueta e avversata dal neo-liberalismo che va recuperata è dunque ridondanza. Ossia risorse in più che sovrabbondano rispetto alla necessità del momento. Già, del momento. Perché l'ingordigia guarda solo al presente, vuole il tutto e subito, predilige il qui e ora. In queste settimane però, abbiamo capito che il nostro sguardo deve andare ben oltre il presente, si deve far carico di mettere in sicurezza il futuro, le generazioni che verranno dopo. Tagliare in questo caso non si traduce in un risparmio che genera qualcosa di buono come quando si riducono gli sprechi. Significa mettere a repentaglio la vita umana. L'epidemia del coronavirus ci insegna che dobbiamo cambiar di segno alcune parole: ridondanza è termine positivo quando tutela la vita e l'elevazione culturale e spirituale delle persone. La nuova sfida anche per le imprese sarà allora organizzare la ridondanza dove ce n'è bisogno. Qualche magazzino per stoccarla va riaperto.

#lavorodicura. Questo tempo ci fa riscoprire il senso e il valore del lavoro di cura, in qualunque forma esso si presenti: il valore di un impegno a servizio-degli-altri. Le testimonianze di queste settimane raccontano che i lavori di cura procurano gioia e soddisfazione. E' una scoperta straordinaria, accade ciò quando dilatiamo lo sguardo volgendolo verso gli altri. Scopriamo così la dimensione orizzontale del lavoro, quella che illumina il piano della relazione e la sua natura costitutiva del nostro essere. Senza un "tu", scriveva Martin Buber, non ci può essere un "io". Si tratta di una grande lezione che invita manager e HR a riorganizzare scopo e contenuti del lavoro, per andare a estrarre motivazione intrinseca che produce oltre che tanto benessere anche performance inattese.

Gabriele Gabrielli
Executive coach, consulente e formatore è Consigliere delegato di People Management Lab S.r.l Società Benefit e BCorp, insegna Organizzazione e gestione delle risorse umane all'Università LUISS Guido Carli. E' ideatore, co-fondatore e presidente della Fondazione Lavoroperlapersona
 

 

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