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     n. 17 anno 2019

Il circuito della speranza

Autore, Martin E. P. Seligman
Recensione di Andrea Castiello d’Antonio

Giunti, 2018 Pp. XI+498, Euro 24,00 

Questo nuovo libro di Seligman è interessante per almeno due motivi. Il primo, perché offre un particolareggiato resoconto della vita e dell'opera globale dell'autore, il quale - ripercorrendo la propria vita - racconta in realtà la nascita e lo sviluppo della corrente che sarà poi conosciuta a livello mondiale come Psicologia Positiva. Ed è proprio la psicologia positiva a rappresentare il secondo fulcro di interesse, dato che essa può avere (ed ha nel concreto) diverse possibilità di applicazione nel mondo delle Human Resources

Cos'è la psicologia positiva? Nell'articolo che presenta questa nuova corrente di pensiero (Seligman, M.E.P.,Csikszentmihalyi, M.,"Positive psychology: An introduction". American Psychologist, 55, pp. 5-14, 2000), la psicologia positiva è visualizzata come una vera e propria "nuova dimensione", differenziabile in aree che corrispondono all'esperienza personale interiore e alla dimensione della collettività. A livello soggettivo sono prese in esame le esperienze di benessere e di soddisfazione rispetto alla vita; qui trovano posto le percezioni di stati d'animo come la felicità e lo stato di coscienza definito flow, i sentimenti di speranza ed ottimismo proiettati nel futuro. Al livello della vita di gruppo e sociale i temi emergenti sono inerenti le virtù civiche come il senso di cittadinanza attiva, l'altruismo, il senso di responsabilità e di giustizia sociale, ma anche la tolleranza, la moderazione e l'etica di lavoro. In ottica generale, l'essere umano è valorizzato in tratti di personalità come il coraggio, la perseveranza, la saggezza, il talento, la capacità di amare e di perdonare, di vivere la sensibilità estetica, l'innovazione e l'originalità.
Non è stato facile, come racconta Seligman nel suo libro, superare l'ostruzionismo della psicologia accademica USA del tempo e dei clinici abituati a pensare in termini di patologie, deficit e disturbi mentali, piuttosto che in termini di "risorse". E' quindi interessante seguire la battaglia che Seligman ha portato avanti (non da solo) per far accettare il nuovo punto di vista e integrarlo in una comunità di persone restie ad accoglierlo: una sorta di operazione di organizational culture change in cui molti attori organizzativi che operano nel mondo delle imprese potranno rispecchiarsi! Ma la psicologia positiva, da non confondere con un superficiale pensiero positivo o peggio, con una sorta di happiology, è in buona compagnia con numerosi modelli che puntano nella medesima direzione: la psicologia della salute, le ricerche sulla qualità della vita e del lavoro, e sulle dimensioni psicologiche del mastery, della resilienza, e dell'auto-accettazione. Inoltre il movimento della psicologia positiva vanta una lunga storia di precursori, rintracciabili soprattutto negli USA dei decenni post seconda guerra mondiale, allorché diversi psicologi puntarono sulle capacità di auto-realizzazione dell'essere umano e sull'impegno a promuovere il pieno funzionamento della persona. In tal senso Seligman, chiedendosi quale sia stato il suo ruolo nell'affermazione della psicologia positiva, dichiara di aver avuto la funzione di "veicolo, catalizzatore, attrattore" (p. 461), facilitando l'applicazione dei principi della psicologia positiva a numerose aree di vita: una delle applicazioni utili ed utilizzabili dei principi cardine della psicologia positiva è nel counseling organizzativo e nell'executive coaching, come ho mostrato in unrecente articolo(Castiello d'Antonio A., "Coaching Psychology and Positive Psychology in Work and Organizational Psychology". The Psychologist-Manager Journal, 21, 2, pp. 130-150, 2018).
Il circuito della speranza è uscito negli USA nel 2018 e nello stesso anno è stato tradotto in italiano dall'editore Giunti che, peraltro, ospita nelle sue collane diversi altri libri di Seligman come, ad esempio, Imparare l'ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero (pubblicato nel 2017). Come si è sopra accennato, la caratteristica di questo libro è quella di presentare una corrente di pensiero (e di azione!) per mezzo della biografia del fondatore e, come sanno coloro che amano approfondire la conoscenza delle teorie e dei modelli per capire davvero come e perché nasce una teoria, è opportuno seguire la vita del suo ideatore. Non casualmente, sono ormai innumerevoli le biografie su Sigmund Freud scritte da studiosi che riflettono sul senso e sul significato della psicoanalisi. Ma ciò vale anche in altre aree e in relazione ad altre figure: credo che se si volesse comprendere appieno come e perché nasce il famoso Sistema delle Competenze sarebbe necessario studiare la vita e l'opera tutta di David McClelland. Allo stesso modo, riserverebbe qualche bella sorpresa leggere la biografia di Abraham Maslowe così visualizzare attraverso quale strada egli sia giunto a definire la famosa "piramide" dei bisogni, integrando inoltre il suo lavoro sulle motivazioni con numerosi altri studi e ricerche che Maslow ha portato avanti nella sua vita.