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     n. 2 anno 2019

Alternanza Scuola Lavoro
Learning by doing e opportunità per le aziende

di Andrea Ceriani

Il sistema scolastico italiano, anche se spesso frastornato da richieste di innovazione, riesce ad immaginare risposte, in molti casi, adeguate alle esigenze sociali e culturali del nostro tempo.
Tralasciando esempi di anni addietro, voglio concentrami sull'Alternanza Scuola Lavoro, un modello di apprendimento che permette ai ragazzi della scuola secondaria superiore, di età compresa tra i 15 e i 18 anni, di svolgere il proprio percorso di istruzione realizzando una parte della formazione presso un'impresa o un ente del territorio. Si tratta di una nuova visione della formazione, che nasce dal superamento della separazione tra momento formativo e applicativo, e si basa sull'idea che l'educazione formale, l'educazione informale e l'esperienza di lavoro possano combinarsi in un unico progetto formativo. L'Alternanza Scuola-Lavoro costituisce, pertanto, una vera e propria combinazione di preparazione scolastica e di esperienze lavorative assistite, predisposte grazie alla collaborazione tra mondo delle aziende e scuola.
Al di là delle inevitabili difficoltà che si possono riscontrare nella pratica quotidiana, mi voglio soffermare sui vantaggi acquisibili da un'azienda che intenda partecipare ad una simile esperienza.
Un primo vantaggio ricade su un aspetto organizzativo sempre più sentito da un numero sempre crescente di aziende: migliorare la proposta di Corporate Social Responsibility contribuendo a rinnovare il dialogo tra scuole e aziende rendendolo più efficace, moderno, funzionale. Questa CSR "condivisa" può avere numerosi e interessanti benefici per le aziende e la propria immagine sociale.
Un altro vantaggio non irrelevante è costituito dalla possibilità di fare employer branding per migliorarne l'immagine, l'appealing, la proposta lavorativa.
In più possiamo dire che far conoscere le capacità della propria azienda è sicuramente potenziale alla possibilità di contribuire alla diffusione e formazione delle competenze che saranno essenziali nei prossimi anni, così come alla possibilità di individuare futuri lavoratori da inserire in azienda, favorendo percorsi di talent scouting.
Inoltre, aprirsi all'esterno e lasciarsi "contaminare" da mondi e idee diversi, non necessariamente lontani dall'impresa, può favorire l'introduzione e il diffondersi di "nuove regole d'ingaggio", funzionali al nuovo personale che può essere inserito.
Se questi sono alcuni dei vantaggi che l'introduzione di progetti di Alternanza Scuola Lavoro possono portare alle aziende, quali devono essere alcune condizioni di base perché questi progetti possano trovare accoglienza in azienda?
Prima di tutto sono da privilegiare progetti che abbiano un basso impatto organizzativo: spesso le nostre aziende, principalmente le PMI, non hanno strutture tali da poter supportare l'accoglienza di studenti al loro interno. La numerosità delle attività aziendali non facilita ciò, meglio quindi prevedere attività poco invasive.
Di rilievo, in generale per la buona riuscita di qualunque progetto, è l'adozione di soluzioni che abbiano una buona progettazione e pianificazione, supportate da personale capace, magari esterno, e a conoscenza delle esigenze del mondo scolastico e aziendale.
Un ultimo aspetto, tra gli altri che potremmo citare, è quello di adottare progetti che possano avere una ricaduta positiva e funzionale per le aziende.
Guardando al panorama delle soluzioni adottate in questi pochi anni di Alternanza Scuola Lavoro, si assiste alla proposta delle più diverse soluzioni, spesso non in linea con quanto detto sopra.
Credo che l'adozione di metodologie che prevedano l'uso di project work, business case, lavori "pratici", siano da privilegiare rispetto ad un semplice affiancamento e osservazione di attività lavorative.
Ancora meglio sarebbe l'adozione di modalità di simulazione d'impresa con finalità educative, una metodologia capace di portare "l'azienda a scuola" facendo vivere agli studenti una reale esperienza di lavoro, integrandola con lo sviluppo di piccoli progetti che trovano interesse in azienda.
In generale sarebbero da prevedersi attività formative gestite secondo i criteri della gamification che, come è ormai consolidato, rendono più efficace l'apprendimento e mantengono a livelli elevati la motivazione di tutti i soggetti coinvolti*.
Questi progetti e queste metodologie aiuterebbero a costruire una nuova visione della cultura d'impresa, contribuendo a riflettere e agire su numerose competenze trasversali tanto richieste dalle aziende e dalle prassi di lavoro ormai consolidate al loro interno.
In ogni caso, l'introduzione di metodologie che prevedano il learning by doing sono da consigliare e da incentivare per rendere l'esperienza dell'Alternanza Scuola Lavoro un momento di coinvolgimento e di soddisfazione reciproca per tutti gli attori coinvolti.

* Vedi a questo proposito un mio volume: Gamification: Simulazioni per Crescere nella Complessità, KKIEN Publ. Int., 2015, versione ebook.

Andrea Ceriani, senior partner di Leonardo Education Project, Progettista di percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, Certified Action Learning Coach.
andrea.ceriani@leonardoeducationproject.eu