hronline
     n. 21 anno 2018

HR e neuroscienze: gestire lo stress, misurare i risultati, aumentare la produttività

di Michele Maisetti

La valutazione quantitativa del ritorno sugli investimenti in progetti legati allo sviluppo del personale è sempre stata oggetto di forte attenzione e interesse da parte dei capi azienda: sono oggi disponibili che consentono di rispondere in maniera oggettiva alle domande del vertice aziendale. Non solo: la "misurazione" di stress eempowerment consente di operare al meglio anche in casi ad alta tensione quali turnaround e special situations, molto spesso gestiti ricorrendo al temporary management

SALUTE ORGANIZZATIVA E PRODUTTIVITÀ

È sempre conveniente promuovere strategie gestionali volte alla promozione della salute dei lavoratori. Il successo di un'organizzazione sul lungo termine è strettamente legato al benessere individuale delle persone che vi operano, come dimostrano osservatori eccellenti come McKinsey.
Il vissuto negativo delle persone è legato al deterioramento della produttività, a livelli più elevati di assenteismo e a maggior turnover dei dipendenti, tanto in fabbrica quanto in ufficio.
Solo nel 2012 in UK, lo stress lavoro-correlato ha causato la perdita di 10,4 milioni di giorni lavorativi, con un'assenza media di 24 giorni all'anno per lavoratore (fonte: HSE, 2013). Tra i dipendenti che si sentono sempre sotto pressione il tasso di incidenti è di circa cinque volte superiore rispetto a quello degli altri dipendenti (fonte: Eurofound, 2007). Il complesso di questi disagi causati da motivi lavorativi ha un costo di circa 240 miliardi di Euro all'anno (fonte: Andlin-Sobocki et al., 2005).
Gli studi e le ricerche degli ultimi anni hanno anche suggerito una serie di interventi organizzativi identificati in termini di "promozione della salute". Un approccio proattivo nella promozione della salute genera profitto; infatti il rapporto costo-benefici degli interventi di promozione della salute nelle organizzazioni può arrivare fino a 1:13, cioè benefici economici netti fino a circa 13 Euro per ogni Euro speso in programmi di prevenzione (fonte: Ricerca Matrix, commissionata da UE, 2013).

NEUROSCIENZE E NEUROFEEDBACK

Da qualche anno è esploso il fenomeno "Neuroscienze" nell'ambito HR, proposto con livelli diversi di qualità, validità e efficacia.
I risultati degli interventi migliorativi nelle organizzazioni possono essere misurati in modo quantitativo, perché la ricerca neuroscientifica ha reso disponibili tecniche e strumenti di misura dei fattori stressogeni percepiti e dell'efficacia dell'empowerment.
La metodologia quantitativa di misurazione valida e oggettiva che utilizzo da anni a questo scopo è il NEUROFEEDBACK (NFB).
Il NFB è un metodo non invasivo che permette di analizzare in tempo reale lo stato mentale di una persona; questa invia i segnali delle proprie onde mentali raccolte da sensori posti in genere sulla fronte ad un pc e riceve in tempo reale dal computer un "Feedback" sulla sua attivazione mentale.

Dalla misurazione dell'ampiezza dei segnali elettrici neuronali si ottiene la frequenza delle onde mentali, che sono correlate con lo stato cognitivo: a una bassa frequenza corrisponde uno stato di riposo, ad una alta frequenza corrisponde uno stato di attivazione.
Una tassonomia semplificata che lega gli stati mentali alle frequenze è la seguente:

  • Onde Delta, frequenze molto basse (sonno profondo).
  • Onde Theta, frequenze basse (sonno leggero/creatività)
  • Onde Alpha, frequenze medio-basse (calma e concentrazione).
  • Onde SMR, "SensoriMotorRhythm", frequenze medie (concentrazione selettiva su un obiettivo). 
  • Onde Beta, frequenze medio-alte (stato di veglia, con mente cosciente e razionale).
  • Onde Gamma, frequenze alte (funzioni motorie e "iperattività cerebrale").

In situazioni di stress, positivo o negativo che sia, si attivano le onde Beta. Ricordiamoci che lo stress è negativo (di-stress) solo se le richieste esterne sono eccessive rispetto alle risorse a disposizione dell'individuo, altrimenti risulta positivo e stimolante (eu-stress).

Non è possibile rimanere in perenne stato di attivazione mentale: è necessario rilassarsi e recuperare. Per recuperare velocemente, dobbiamo abbassare l'attivazione delle onde Beta e alzare quello delle Alpha.
Con un opportuno allenamento mentale riusciamo a gestire in maniera più efficace un evento stressogeno, resistiamo meglio agli eventistressogeni e recuperiamo velocemente la freschezza mentale.

ALLENARE IL CERVELLO CON IL NEUROFEEDBACK E MISURARE I MIGLIORAMENTI

Esistono molte tecniche che permettono di allenare il cervello: yoga, mindfulness, rilassamento progressivo, ecc. Tutte valide, ma non misurabili nei risultati!
Utilizzando tecniche basate sul Neurofeedback, quindi misurando i parametri associati alle onde mentali, riusciamo a calcolare il miglioramento delle nostre performance.
In questi anni di pratica del neurofeedback ho constatato la facilità di applicazione di queste tecniche in contesti aziendali o in organizzazioni anche complesse.
Il Mental Training basato sul NFB prevede un semplice assessment neuro-cognitivo prima e dopo il training, per misurare con precisione i miglioramenti individuali raggiunti (gap analysis). Per rendere il tutto ancora più efficace le sessiomi di training si svolgono con dei "brain games", semplici giochi per pc modificati opportunamente.
Esistono diversi "brain games" disponibili per training basati sul Neurofeedback per:

  • stimolare l'Empowerment cognitivo,
  • fronteggiare situazioni negative,
  • migliorare le peak performance,
  • migliorare la velocità decisionale,
  • migliorare le capacità di attenzione 
  • diminuire i rischi di incidenti,
  • migliorare l'efficacia di elaborazione delle informazioni in memoria,
  • misurare quantitativamente il miglioramento.

I più recenti "brain games" utilizzano sensori wireless per registrare le onde cerebrali, eliminando anche il un supporto di operatori specializzati, necessari fino a qualche anno fa. Chi gioca indossa un leggero caschetto, sul quale è alloggiato il sensore che intercetta i segnali elettrici delle onde mentali; i segnali raccolti sono elaborati e inviati via bluetooth al pc, dove i parametri del gioco si modificano per addestrare il cervello a raggiungere l'obiettivo del Mental Training, ad esempio una migliore gestione dello stress.

I miglioramenti vengono registrati e sono successivamente elaborati per dare un riscontro quantitativo del miglioramento conseguito.

Mentre il soggetto gioca con il "brain game", agisce un meccanismo inconsapevole di apprendimento che in Psicologia viene chiamato "Condizionamento operante"; questo è alla base del miglioramento delle performance, cioè di una gestione più efficace dello stress a cui si è sottoposti ogni giorno. Questi miglioramenti si trasferiscono anche fuori dal gioco e sono permanenti.

Il training permette un empowermentn eurocognitivo su strategie mentali efficaci per migliorare resilienza e resistenza allo stress. In sintesi, migliorano le "peak performance", cioè quelle prestazioni di eccellenza in cui le persone si esprimono al di sopra del proprio standard abituale.
Affinché il training raggiunga risultati soddisfacenti, non è necessario riuscire bene nel gioco. Anzi, il fatto stesso di non riuscire ad avanzare di livello, fa aumentare lo stress, esercitando di conseguenza il cervello ad adottare strategie adeguate per mantenere sempre un alto livello di performance.

Il Mental Training offerto attraverso la combinazione di neurofeedback e brain games è ancora poco conosciuta nelle aziende, mentre da anni è utilizzata in ambiti quali lo sport professionistico e le organizzazioni che lavorano in ambienti estremi come piloti e forze speciali.
Le persone in Azienda che lo hanno già utilizzato hanno potuto constatare di persona i benefici reali diretti e "secondari" anche nella vita privata, come, ad esempio, riuscire di notte a mantenere un sonno costante e continuo non inframezzato da sveglie insane.
L'inserimento di attività di Mental Training attraverso brain games garantiscono un'efficace gestione dello stress in Azienda e l'aumento complessivo di "Resilienza Organizzativa".
Le Neuroscienze hanno fatto progressi enormi negli ultimi decenni e, come spesso accaduto in passato, le aziende possono usufruire in anticipo dei vantaggi derivanti dalla ricerca scientifica molto prima che tali vantaggi vengano conosciuti e si diffondano nel grande pubblico.

Michele Maisetti -Direttore ASP Associazione Italiana Psicologi, ChiefScientificOfficer Set My Brain, Psicologo della Salute