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"L'impresa Shakespeariana" di Iolanda Rimoldi

 

Recensioni: Espansione - ottobre 2002

L'impresa Shakespeariana
Jolanda Rimoldi

Il velocissino passaggio dalla Old Economy alla Tech-Net Economy (attraverso il breve ma intenso periodo delle New Economy) ha segnato in maniera indelebile il cambiamento conosciuto dalle imprese nell'ultimo lustro: una vera e propria trasformazione nei processi di lavoro, nei metodi e nelgli strumenti utilizzati, ma soprattutto nella mentalità, che esalta ancora di più la già tanto celebrata centralità delle risorse umane.

L'impresa shakespeariana. Protagonisti reali e virtuali sulla scena aziendale, edito da Etas e con testo inglese a fronte, è il nuovo libro curato da Marco Minghetti, ideatore e direttore editoriale di Hamlet, la rivista Aidp, l'Associazione italiana per la direzione del personale, di cui è anche vicepresidente nazionale per l'editoria e la comunicazione.

Con questo libro Minghetti ha saputo anticipare e commentare le tendenze più significative della Tech-Net Age. Dai contenuti dei nuovi lavori e delle nuove professioni, al diverso approccio alla competitività di people value; dalla necessità di rispondere alle esigenze di una sempre più numerosa platea di stakeholder e shareholder, fino a quella, forse più in voga, nel panorama editoriale internazionale degli ultimi tempi, rileggere Shakespeare e utilizzare, a fianco dello scientific management, tutti gli strumenti concettuali a disposizione della cultura umanistica per comprendere meglio l'azienda contemporanea.

Il volume, che come Hamlet raccoglie il meglio di quanto è stato prodotto negli ultimi 5 anni, è patrocinato dall'Eapm (European association for personnel management), organismo costituito dalle associazioni professionali di 26 nazioni, in vista del grande Convegno europeo che si terrà a Roma dal 25 al 27 giugno prossimi, intitolato Raising Real People in the Tech-Net Age. Nel corso di questo convegno verrà spiegato come mai l'economia attuale viva dinamicamente fra i due concetti estremi del virtuale e del reale, gli stessi di cui Minghetti parla ne L'impresa shakespeariana.

scorrendo le 400 pagine a colori del libro, si nota come grazie a un originale approccio multidisciplinare personaggi reali (manager, consulenti e persone che operano in ambito aziendale) e virtuali (protagonisti del teatro shakespeariano, della grande letteratura mondiale, della cinematografia e molti altri) danno vita a una narrazione affascinante che è anche una riflessione a 360° sulla complessa natura dell'impresa e della società net-tech, illustrata dal tratto inconfondibile di Milo Manara. Si tratta di una lettura che è quasi una lunga camminata nell'arte del gestire, del comprendere l'organizzazione non come concatenazione meccanica, ma come concerto di uomini che dialogano. Ma come mai la lettura di Willian Shakespeare è considerata quale fondamento di un approccio multidisciplinare alla comprensione della vita asiendale? Perché l'autore, che si pone al centro del canone letterario occidentale afferma Minghetti, costituisce una inesauribile fonte di ispirazione per conoscere meglio noi stessi, le organizzazioni in cui lavoriamo, le società in cui viviamo. Ritengo che ogni nostra esperienza quotidiana, sia all'interno che al di fuori dei luoghi di lavoro, possa essere letta con immenso profitto attraverso gli strumenti concettuali messi a disposizione dalla universale sapienza shakespeariana e della grande letteratura di tutti i tempi.

In definitiva dovunque, L'impresa shakespeariana è, come afferma nella postfazione del volume, Luigi Di Marco, presidente di Aidp per 6 anni, dal 1996 al 2002, l'impresa di persone dove di fatto i dubbi, gli interrogativi, gli opposti pareri, che amleticamente si susseguono e si richiamano di capitolo in capitolo, servono al lettore per confermare una convinzione fondamentale: l'uomo eticamente responsabile è artefice del suo personale successo, ma partecipa alla costruzione di ogni organismo, comunque esso si aggreghi, senza mai perdere il senso della propria individualità e della propria centralità come persona.

 

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