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     n. 9 anno 2024

Nuova Blu Card: svolta nei processi di reclutamento di tecnici extracomunitari specializzati

di Andrea Benigni

E’ ben noto come in Italia si registra un divario crescente tra la domanda e l'offerta di lavoro qualificato, particolarmente evidente nel settore delle professioni tecniche specializzate. Secondo previsioni rilevate per il quinquennio 2022-2026, il fabbisogno di occupati con qualifiche di livello secondario o post-secondario si attesterà tra i 16 e i 18 milioni. Tuttavia, si stima che in metà dei casi le assunzioni non sono state/non verranno portate a termine per mancanza di candidati adeguatamente qualificati, con un mismatch nel 2022 che ha raggiunto il 295%, in aumento rispetto al 273% del 2021.

Il decreto 152/2023, recependo la direttiva UE 801/2016, ha introdotto modifiche significative per l'assunzione di personale straniero extracomunitario, non necessariamente laureato ma con qualifiche professionali riconosciute, superando le precedenti restrizioni legate alle quote di ingresso per personale qualificato extracomunitario. Tale normativa mira a facilitare l'inserimento di talenti internazionali nei settori industriali, commerciali e dei servizi, dove il gap di competenze è più marcato.

L'art. 27-quater del Testo Unico sull'Immigrazione specifica i nuovi criteri per l'ingresso di personale tecnico specializzato non laureato. Tra i requisiti, si annoverano: titoli di istruzione superiore di durata triennale, qualificazioni professionali di livello post-secondario o, alternativamente, qualifiche professionali superiori ottenute tramite almeno cinque anni di esperienza lavorativa. Inoltre, il decreto legislativo 206/2007 gioca un ruolo cruciale nel riconoscimento di tali qualifiche professionali per l'accesso all'esercizio delle professioni regolamentate.

La circolare congiunta Lavoro/Interno del 28 marzo 2024 ha ulteriormente delineato il percorso per il riconoscimento delle qualifiche professionali estere, facilitando il processo di integrazione dei lavoratori nel mercato del lavoro italiano. I datori di lavoro italiani interessati al reclutamento dei tecnici sono ora tenuti a presentare una dichiarazione, accompagnata da contratti di lavoro o buste paga, che attestino l'esperienza del lavoratore nel settore specifico richiesto.

In conclusione, il decreto 152/2023 rappresenta un passo avanti significativo nella gestione del divario di competenze in Italia, offrendo alle aziende la possibilità di attingere a un bacino globale di talenti tecnici e operativi, e potenziando il valore aggiunto delle risorse umane nell'ambito del reclutamento internazionale.

 

Andrea Benigni, AD ECA Italia

 

 

 

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