hronline
     n. 8 anno 2020

Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese

di Paolo Iacci

" È sicuramente tempo di mutar rotta, è tempo di destarsi, di stare all'erta, di mostrar vigore, di non rimasticare più le stesse frasi fatte, di non pestare più le stesse tracce ... Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese». Con queste parole John Fitzgerald Kennedy, il 20 gennaio 1961 a Washington, chiudeva il suo discorso d'insediamento, dopo aver prestato giuramento come 35º Presidente degli Stati Uniti.

In questo numero speciale di HR Online presentiamo un approfondimento dell'ultimo Decreto del Governo volto a minimizzare l'impatto del virus sul nostro tessuto economico e lavorativo. Ovviamente molti saranno d'accordo con le misure prese, altri avrebbero preferito misure più generose o comunque diverse. Ogni opinione è, come sempre, da rispettare.

Questo però oggi non basta. Il nostro è un Paese troppo abituato solo a guardare in alto. In questo momento ognuno di noi deve fare la sua parte e, se del caso, cambiare i suoi comportamenti. Dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro destino è nelle nostre mani.

Dobbiamo fare in modo che le aziende vadano avanti, che Il Paese non si fermi. Chi si occupa di risorse umane ha una particolare responsabilità in questo senso. Molti stanno lavorando in prima linea con grande senso di abnegazione. A loro deve andare il nostro ringraziamento. Molti altri stanno lavorando da remoto, con altrettanto senso di responsabilità, perché ogni singola impresa possa proseguire nella sua attività.

Nello stesso tempo è necessario che la gente che non lavora se ne stia a casa, salvo necessità comprovate. È tempo di mettere da parte polemiche inutili e rivalse vane. Il momento è terribile. Diciamolo al nostro collega, al nostro vicino di casa, ai nostri amici: "non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese".