hronline
     n. 22 anno 2020

Quel cretino del mio capo - Manuale di sopravvivenza per dipendenti aziendali

autore, Renato Votta
prefazione di Matilde Marandola

Homo scrivens Editore, Napoli, 2020

recensione a cura della redazione

In maniera leggera e divertente l'autore ci accompagna nella vita d'ufficio, raccontandoci aneddoti e statistiche, e facendoci riflettere su tematiche come l'esercizio del potere, le piccole ingiustizie e soprusi, le ipocrisie e le ritualità spesso vuote e convenzionali a cui tutti i lavoratori dipendenti hanno spesso assistito e partecipato con riluttanza. La parte finale è dedicata a test e questionari per auto-valutarsi in maniera ironica sul proprio stile di leadership, di lavoratore di gruppo, o sul livello di stacanovismo che si è raggiunto. 

All'autore abbiamo chiesto qualche parola descrittiva sul suo volume: "È una vita che lavoro per uffici, da dipendente o da consulente. Sono entrato, in questo strano e complesso pianeta chiamato "azienda", da neolaureato pimpante e speranzoso, più di cinque lustri fa: mi ci ritrovo ancora dentro, con i capelli brizzolati, ma anche con qualche pelo in più sullo stomaco...
Così mi sembrava carino raccontare l'azienda in qualche modo dal di dentro, non con un approccio tecnico, che lascio ai veri cattedratici e studiosi di organizzazione e gestione aziendale, ma con leggerezza e un pizzico di ironia, con molti aneddoti, tutti raccontati volutamente in prima persona proprio perché tutti realmente vissuti dal sottoscritto, nella speranza anche di sdrammatizzare e riportare alla loro reale dimensione problemi e conflitti che spesso esasperano e affliggono le persone, oltre ogni immaginazione e aspettativa.
Il mio obiettivo è molto umile, ma concreto: dare qualche dritta a tutte le persone che, ogni giorno, vivono dalle sei alle sedici ore al giorno al lavoro, in ufficio, smart working o dove che sia.
Spero di essere utile soprattutto ai "neo", che entrano in azienda per la prima volta, fornendo loro qualche gustosa anticipazione sui personaggi e le situazioni che si apprestano a vivere e con cui dovranno confrontarsi.
Il libro riserva poi particolare attenzione a loro. Tanto odiati, temuti, criticati, idolatrati; sì, proprio loro, avete capito bene, sto parlando dei "capi", figure chiave di ogni azienda, croce e delizia dei collaboratori, incubo e desiderio, paura e speranza. Punitivi o comprensibili, severi o materni, schietti o manipolativi, grintosi o debosciati, ma comunque capi, ovvero persone che ti comandano e che spesso decidono non solo il tuo futuro professionale, argomento intrinsecamente già drammaticamente enorme...
Sono "cretini" per definizione, di default, come si dice in gergo tecno-aziendale, ma non più di tanti collaboratori che, appena hanno un pizzico di potere in più, lo sono come e peggio di quelli che tanto animosamente criticano e di cui, in fondo, non fanno altro che invidiare la posizione di potere. Collaboratori sottomessi pronti a diventare capi arroganti senza alcun ricordo della loro condizione precedente.
Tuttavia, se è vero che i capi rappresentano un tema fondamentale, non sono quello decisivo. Il vero grande problema di tante aziende - piccole o grandi, pubbliche o private - è che la gente, a tutti e tra tutti i livelli gerarchici, spesso fatica maledettamente a parlarsi e a dirsi le cose apertamente, direttamente, alimentando equivoci, pettegolezzi e malesseri spesso inutili e basati sul nulla. Il non detto, il detto alle spalle, le falsità inducono al silenzio, alla chiusura, a una diffidenza spesso dolente e livorosa. Quante cose andrebbero meglio se tanti capi e collaboratori avessero il coraggio di fare la cosa più semplice e naturale di questo mondo: dirsi sempre tutto e sempre in faccia..."
Dalla Prefazione di Matilde Marandola riprendiamo alcuni passaggi che crediamo possano essere utili: "Coinvolgente, motivante e utilissimo, il libro di Renato Votta è un vero e proprio manuale di istruzioni per districarsi nel complesso mondo delle relazioni professionali. Un libro che, lungi dall'essere colmo di tecnicismi, prende per mano il lettore guidandolo passo dopo passo nei meandri della vita aziendale, tra frequenti ostacoli e dritte indispensabili per considerare le persone come "persone" prima che "risorse" e sviluppare le proprie competenze come leader più che come capo.
Queste righe dimostrano che serietà e sorriso non sono in antitesi, bensì certamente complementari, con riflessioni profonde, significative e strettamente connesse ai valori che ci guidano nella nostra vita lavorativa e, perché no, anche in quella personale. L'idea che Votta propone, nella trasparenza, intelligenza e ironia che lo contraddistinguono, è illuminante perché diventa dizionario indispensabile per tradurre espressioni, frasi, parole in significati e percezioni.
Quel cretino del mio capo è un libro da leggere e rileggere nel quale ognuno di noi può riconoscersi - talvolta come vittima, in altre circostanze come carnefice, più o meno consapevole -, denso di significato, colorato dalle diverse sfumature della lunga e importante esperienza professionale di Renato. Una riflessione di grande concretezza, che fornisce strumenti semplici, immediati, e invita a metterci in contatto con la nostra onestà e umanità."
Buona lettura a tutti!

 

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