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     n. 16 anno 2019

I trend delle società di consulenza HR, ricerca & selezione personale ed Executive Search

di Valerie Schena Ehrenberger

L'Osservatorio Assoconsult sul management consulting, arrivato al decimo anno di vita e realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, rappresenta un primo punto di riferimento per l'industry della consulenza in Italia, in quanto fornisce una cornice scientifica e quantitativa ad un settore che prima risultava essere pressoché inesplorato.

L'Osservatorio di quest'anno racconta un settore quanto mai in salute, in grado negli anni di essere un fattore abilitante allo sviluppo del Paese. La chiave di volta è la trasformazione digitale. Un elemento, questo, che rappresenta l'ingrediente principe della ricetta della felicità che sembra aver trovato il settore della consulenza che,come afferma il nostro Presidente Marco Valerio Morelli, cresce con percentuali simili a quelle delle economie fast growing, rispetto al nostro Pil che invece dal 2000 è cresciuto dello 0,2% annuo.I numeri esprimono con chiarezza che il management consulting sta vivendo un'età dell'oro, in crescita per il quinto anno consecutivo. Il fatturato, di circa 4,5 miliardi di euro, nel 2018 è cresciuto dell'8,6% e le previsioni degli operatori per il 2019 confermano questo trend. Questo settore è anche una importante fabbrica di talenti: dei quasi 45.000 addetti, l'87% sono professionisti che hanno studiato nelle migliori università italiane ed in molti casi in business school internazionali, con specializzazioni prevalentemente in materie economiche e scientifiche ma con una non marginale presenza anche di vocazioni umanistiche e sociali. Ogni anno vengono assunti nel settore oltre 3mila neolaureati dalle università specializzate.

L'Osservatorio evidenzia inoltre i molti punti di forza del nostro settore: la consulenza è il motore dei processi di digitalizzazione, è l'incubatore dell'Industria 4.0, è lo strumento principe di change management e benchmarking, sviluppa capitale umano, accelera l'innovazione di processo.

L'evoluzione positiva vissuta dal management consulting negli ultimi anni ha trovato quindi conferma anche nel settore della ricerca e selezione personale. Il trend per questo settore appare ancora buono. Le aziende clienti continuano ad investire nella ricerca di risorse e capitale umano anche in un contesto non sempre stabile.

I motivi identificati dal settore HR di Assoconsult sono principalmente due, entrambi riconducibili a piani d'investimento di medio periodo. Il primo riguarda l'internazionalizzazione: l'esigenza di esportare prodotto e competere in un mercato globale richiede management di alto profilo. L'altro aspetto è legato alla digital transformation: un adeguamento necessario per molti, impossibile da realizzarsi nell'immediato e che quindi ha visto le aziende pianificare la spesa necessaria negli anni. Questi due fenomeni, che hanno una gittata di medio periodo, hanno visto la richiesta di servizi di consulenza aumentare anche nel mondo dell'HR, che si è trovato a gestire i processi di trasformazione dei nuovi skill richiesti e deinuovi modelli manageriali coerenti con modelli organizzativi sempre più "liquidi" o Agile. Ci troviamo davanti ad un fenomeno, che può integrare i nostri servizi, ma certo non sostituirli del tutto. Un forte trend è l'allargamento di offerta della ricerca e selezione verso servizi di "advisory" più ampi per i CEO, con riguardo al mondo Human Capital; già da diversi anni oramai i processi di assessment e coaching, rappresentano una quota importante del business delle società di Head hunting e oggi la direzione è fornire servizi più integrati, legati alla consulenza organizzativa e ai modelli e sistemi di gestione delle risorse.

Un'altra caratteristica del settore in questi ultimi anni è l'evolversi del consulente verso una figura di maggior preparazione e professionalità, in grado di adeguarsi velocemente alle esigenze del cliente. Molti consulenti, spesso attivi all'interno di piccole boutique, vivaci e dinamiche, hanno reagito in modo proattivo portando il vantaggio di una visione diversificata. Il risultato è una piena partnership con l'azienda cliente, che viene affiancata in tutte le fasi del processo di ricerca e selezione del personale, dall'analisi dell'esigenza al momento di onboarding. Per Valerie Schena Ehrenberger, Coordinatore del Settore HR in Assoconsult, l'aggiornamento professionale è quindi fondamentale, perché non solo facilita l'apertura ai cambiamenti, ma permette al consulente di anticiparli, promuoverli e in tal modo creare cultura e fidelizzare il cliente. Quindi investire nel comunicare come cambia il mercato di riferimento e con esso il settore di appartenenza, o quali sono i nuovi parametri, è ormai indispensabile. L'innovazione della comunicazione, grazie ai social network e all'integrazione tra le nuove tecnologie, permette di migliorare ed ampliare il rapporto con i player della ricerca e selezione del personale, con l'azienda e con il candidato. Il consulente nel mercato digitalizzato e globalizzato ha la necessità di perseguire un'innovazione di processo che porti ad un modo diverso di approcciarsi alla selezione e alla valutazione di competenze differenti rispetto al passato.

Non vengono solo ricercate figure con conoscenze tecniche, ma il cliente si aspetta una persona che rispecchi i valori e brand aziendali, capace di promuoverli anche tramite la propria presenza sul web, che porti un pensiero laterale e sia veloce nell'adattarsi ad un nuovo contesto.

Infine il mercato del lavoro in Italia, soprattutto se riferito al tessuto delle PMI, evidenzia caratteristiche profondamente differenti rispetto a quelle che lo caratterizzavano solo pochi anni fa. Uno dei fattori che principalmente ha contribuito a questa trasformazione è stato, per alcuni componenti del Gruppo HR di Assoconsult, l'ingresso nel mondo del lavoro delle nuove generazioni: la Generazione Y, o Millennials, e la cosiddetta Generazione Z. Questa nuova forza lavoro è infatti contraddistinta da mentalità, attitudini, comportamenti, conoscenze e aspettative profondamente diverse da chi l'ha preceduta. Si sta generando una nuova complessità nella gestione del Capitale Umano all'interno di un'azienda, con una nuova dialettica capo-collaboratore, facilmente monitorabile per l'intero ciclo di vita del dipendente, non sempre realmente compresa dal management o dall'imprenditore. Una novità che sta causando un progressivo disallineamento tra le aspettative dell'organizzazione verso il singolo e, al contempo, del singolo verso l'organizzazione.

La vera sfida per i direttori HR è quella di gestire diversi fronti di cambiamento che vanno dalla diversità generazionale, all'impatto della trasformazione digitale allo stesso ripensamento di modelli ormai in radicale revisione. Il ruolo del consulente diventa quindi quello di un vero e proprio orchestratore sistemico di variabili sociologiche, tecnologiche ed organizzative che hanno tutte un punto di congiunzione e sfogo: la persona.

Valerie Schena Ehrenberger
Valtellinalavoro - VLConsulting
Coordinatore del Settore HR di Confindustria Assoconsult