HR OnLine n. 17 anno 2013

Il talento delle donne. Avere successo nel mondo del lavoro rimanendo se stesse

autrice, Odile Robotti

Sperling & Kupfer, 2013, pagg.309

Ormai, per le aziende, avere degli obiettivi riguardo alla percentuale di donne in posizioni manageriali e apicali non è più appannaggio di poche multinazionali di derivazione anglosassone o nordica. Se l'equazione "diversità uguale valore" è ormai accettata, resta il problema di come raggiungere gli "obiettivi di genere" nel breve periodo.

Ovviamente, il problema non è il valore né la competenza che il genere femminile esprime nel mondo professionale. Non sarebbe nemmeno giusto ridurre il tutto alla difficoltà di conciliazione vita-lavoro, che pure esiste e condiziona parecchio le donne per lo scarso aiuto materiale (vedi asili nido) e per le pressioni culturali. C'è un infatti un'altra ragione di cui credo si parli troppo poco e che consiste negli ostacoli di genere "di seconda generazione", cioè compenetrati nelle pratiche organizzative e nella cultura aziendale.

Questi ostacoli assomigliano più all'amianto che al soffitto di cristallo: sono difficili da identificare e da bonificare. Sono frutto di ormai numerose mutazioni e tendono a resistere a molte terapie. Per contrastare questo fenomeno e aiutare i talenti femminili a emergere, serve un management più impegnato a esercitare una leadership che supporti l'inclusione, ma servono anche donne più consapevoli delle sfide che incontreranno nella vita professionale e delle contromisure possibili.

Si può apprendere a lavorare in contesti pensati dagli uomini a propria immagine e ancora in buona parte gestiti da loro per tentativi ed errori (come ha fatto la generazione precedente), ma il rischio è lo scoraggiamento e l'inutile perdita di energie. C'è un metodo migliore?

Sì, secondo Odile Robotti, autrice di un manuale Il Talento delle Donne, Sperling&Kupfer pensato proprio per aiutarle a esprimere il proprio valore in un contesto professionale non sempre familiare né favorevole evitando alcuni errori comuni che costano cari. Le donne, arrivate dall'università in azienda, si trovano infatti spesso a giocare una partita senza aver compreso bene le regole, rischiando di venire squalificate o di ritirarsi prima di aver avuto modo di dimostrare la propria abilità. Questo fenomeno ha un costo enorme per le donne, per le aziende e per la società.

Odile Robotti, un'esperta di formazione manageriale e di organizzazione aziendale - italiana, ma con una vasta esperienza internazionale - ha scritto Il Talento delle Donne per dare consigli pratici alle donne che vogliono "farsi avanti" e mettere i propri talenti in evidenza. In trenta brevi capitoli monotematici si esplorano dalle tecniche di sopravvivenza, ai consigli su come evitare "sabbie mobili e bucce di banana", alla presa di coscienza necessaria per superare i limiti auto-imposti.

Il libro si propone anzitutto di aiutare numeri significativi di donne a farsi valere professionalmente senza rinunciare a se stesse. E' però anche uno strumento molto utile per il management illuminato che vuole comprendere gli ostacoli di genere "dal punto di vista delle donne" per poter esercitare una leadership realmente inclusiva.

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